Appunti di lettura
Dio come odio le scrittrici… la Parker e la Hellman non contano, si capisce, quelle sono uomini… (p. 18)
La pioggerella d’aprile tamburellava lieve contro la finestra, ma loro non la sentivano. Scavalcando il balcone, la luce del mattino li aveva sorpresi, e non avrebbe potuto esserci nulla di meno importante del’ora. Gli innamorati sono la propria stagione e il proprio tempo. (p. 135)
… avevo un grande talento e l’ho sfruttato abbastanza bene, almeno nei miei anni migliori. Buttavo già le cose che vedevo e nessuno di coloro che guardavano le stesse cose vedeva più di me. Non mi sforzavo di dimostrare qualcosa, la nevrastenia collettiva o le rivoluzioni abortite. Forse è per questo che riuscivo più convincente. I lettori esigono una lama affilata, non vogliono sentire il rumore della mola. (p. 164)
I disincantati, Budd Schulberg, Sellerio
3 agosto 2007 alle 08:32
La frase “I lettori esigono una lama affilata, non vogliono sentire il rumore della mola” è straordinaria.
3 agosto 2007 alle 17:13
Lo penso anche io. Ci sono molte osservazioni interessanti sulla scrittura nel romanzo. Se fai il bravo te lo presto
6 agosto 2007 alle 21:10
L’ho scoperto io, Schulberg. La signora Sellerio ancora mi ringrazia, a me mi.
7 agosto 2007 alle 20:16
Ma mi lasci così? Sono molto belle le citazioni ma io voglio conoscere il Seia-pensiero sul libro, voglio leggerlo attraverso le tue parole (sempre bellissime).
Paolo
8 agosto 2007 alle 19:42
Ma è estate Paolo! Ho le vacanze da organizzare, un matrimonio da preparare, una casa da arredare e un anno difficile da smaltire sciogliendolo nelle acque azzurre e incontaminate, Schulberg può aspettare no?