Questo non parla di tante cose

Avvertenza: questo post è quasi privo di link e rinvii ad altre pagine web per evitare polemiche da “trashback”.  *

Mi sono arrivate un paio di mail molto minacciose e molto poco simpatiche, da parte di due tipi a cui evidentemente serve l’intervento di un professionista – ma di uno bravo eh – che mi accusavano in pratica di aver fatto chiudere un blog a causa di un mio commento (non capendo a cosa si riferisse ho letto poi che l’autrice del blog cita diverse volte quel commento nel suo “post di commiato”, ma fa poi un discorso più generale che prescinde da quello che ho detto io, o meglio di ciò che del mio discorso lei ha percepito).

Dunque, si sa che il mio ego può raggiungere vette inverosimili di autocompiacimento, però una simile responsabilità non me la prendo (per di più il mio commento non era nemmeno rivolto direttamente all’autrice in questione, e in generale può anche dispiacermi che qualcuno si senta ferito a tal punto, ma certo non da me) e per questo avevo in mente un sagacissimo post sulla differenza tra un testo con valore estetico e letterario e uno che ha mero valore documentale, discorso che sarebbe stato sempre distante dalla polemica in corso. Avrei voluto parlare dell’arroganza di chiunque pubblichi alcunché, visto che implicitamente ritiene che sia di un qualche interesse per qualcun altro (altrimenti lo terrebbe nel suo sacrosanto cassetto inchiavardato, come direbbe mia nonna).

E se credessi nella pur minima importanza dei blog, mi riferirei pure ai blog, il mio su tutti.

Mi sarebbe piaciuto spiegare infine, come sia mia ferma convinzione che in nessun caso il contenuto di un testo possa consentirgli la sacralità e l’intoccabilità. Per esempio ho sempre ritenuto Il diario di Anna Frank poco interessante e gli preferisco come opera letteraria, e anche come opera testimoniale, Un sacchetto di biglie di Joffo per esempio o L’amico ritrovato di Uhlman e soprattutto A voce alta di Bernhard Schilnk. Dovrei per questo subire accuse di filo-nazismo? O di scarso rispetto per l’Olocausto? O peggio, di non esserne interessata?

 Perché si fa fatica a scindere il discorso estetico su un testo da mere questioni etiche? Perché si finisce con l’interpretare un discorso sul testo come un attacco all’autore e alle sue idee? Se si facesse un maggiore ricorso alla finzione, eliminando l’io dalla letteratura o dissolvendolo nella finzione forse nessuno si sentirebbe toccato nella propria sensibilità e si potrebbero criticare dei libri senza essere accusati di crudeltà mentale. 

Comunque di tutto questo non parlerò, anzi non parlerò ancora, visto che sono cose che predico da sempre, perché nel frattempo ho saputo che è uscito l’ultimo vero capolavoro delle patrie lettere a firma di Rossano Fiunda per le benemerite Edizioni Stacchia. E’ un’opera travolgente questa del Fiunda, innovativa, psichedelica e pure ultrapsichica. L’unico Cavaliere che davvero conti nel nostra paese ha colpito ancora! Accattatevillo! 

Ah (quasi dimenticavo: ubi maior minor cessat), sono usciti proprio oggi altri due libri (di minor peso naturalmente del romanzo rivoluzionario del Fiunda, ma visto che gli autori sono degli amici riservo loro almeno un trafiletto): Sempre cara mi fu quest’ernia al colon – il libro dei Fincipt a cura di Alessandro Bonino e Stefano Andreoli – e Il sangue degli altri di Antonio Pagliaro. Questi sfogliateli almeno: tengono famiglia ‘sti ragazzi!

* trashback non è un errore, eh, è voluto.

63 Commenti a “Questo non parla di tante cose”

  1. siocchezze (già michele) scrive:

    sono impressionato.
    possibile che oggi non si può più dire che una cosa (un libro, una canzone, una maglietta, un lassativo) mi fa veramente ca*are, senza necessariamente passare per comunista, fascista, nazista, esibizionista, opinionista, e così via?

    d’accordo lo stile, il savoir-faire, ché se uno dice “è una mer*a” è politicamente scorretto rispetto al “mi fa ca*are”, sebbene il principio primo ispiratore sia lo stesso, però io voglio poter esprimere un’impressione mia personale e soprattutto estetica, senza tutti questi pipponi qua.
    o no?

  2. seia scrive:

    michele:uno può dirlo ma dipende dal ruolo che ha e dal contesto e con quale intenzione. Nel caso specifico io non parlavo del libro in questione, e naturalmente non ne avrei mai parlato in questi termini, il mio era un discorso generale. Però il lettore di un libro può fare quello che vuole e dirne ciò che vuole, senza dover rendere conto a nessuno. Il recensore invece – se parla di un libro in un contesto in cui il suo ruolo è ambiguo, per cui se non è chiaro se ne sta parlando come lettore o come recensore, deve invece aver attenzione a trattarlo come un prodotto culturale ed estetico – anche in senso negativo – e deve argomentare le sue osservazioni, non ha il diritto di farne ciò che vuole senza spiegarlo.
    Se poi il contesto è ironico, satirico o anche di puro cazzeggio, allora le regole saltano, si confondono, non valgono anche.
    (Poi, te lo volevo dire già le altre volte: quel “già michele” mi fa pensare a Fu michele :-) )

  3. michele (Fu senape?) scrive:

    :)
    va meglio il nome?

    beh, innanzitutto (a parte il mio discorso alquanto colorito) sono un bel po’ stanco di quello che è stato definito il capolavorismo (espressione fantastica, a mio avviso).
    anzi, trovo proprio ridicoli quei “recensori” che le sparano così grosse. detto questo, se ho capito bene il tuo riferimento, mi pare che si sia costruita intorno a questa “vicenda” un qualcosa di piuttosto sproporzionato, non trovi?

    e poi, suvvia, lo potevi linkare il blog che hai fatto cancellare! :)

  4. antonio p. scrive:

    Sì, noi teniamo famiglia, ma se tu inviti il tuo rispettabile e numerosissimo pubblico a *sfogliare* i nostri libri, e scusa, noi la famiglia come la sfamiamo? Comprare, bisogna dire, mettere mano al portafoglio e *comprare*.

  5. seia scrive:

    michele (così va meglio :-) ) ho capito perfettamente il tuo discorso e posso capirlo e in parte pure condividerlo anche se forse si esagera un po’. Ecchecaspita! Sono solo libri, un po’ di calma e vale per entrambe le parti. Oggi ho letto commenti e interventi un po’ esasperati. C’è sempre la libertà di non leggere, di abbandonare, di dire la propria se necessario e poi tornare a cose più importanti: davvero – e lo dico a te perché stiamo parlando noi due, ma è una domanda che rivolgo a tutti coloro che si sono espressi anche in toni poco condivisibili in tal senso – dico: davvero sei così infastidito dalla corsa al capolavoro? Davvero ti rovina la giornata leggere recensioni sinaptiche o ultrapsichiche? Sul serio sentir definire ogni due giorni uno scrittore diverso come il migliore scrittore italiano o come il novello Proust o la rediviva Yourcenar ti stressa? A me se ho tempo libero mi fa venire da sorridere, se sono di pessimo umore al massimo mi fa scappare una parolaccia. Che poi se uno scrive di un libro in un certo modo, per me si commenta da solo e fa più danni che altro. E l’irrisione è il minimo che si può aspettare, anche nel caso in cui a perdere la testa fosse Citati.

    Forse invece è più pericoloso identificare autore e opera, testo e messaggio che ci sia o meno, qualità e valore con l’etica. Che poi ognuno dica di ’sti libri ciò che vuole e gli altri si sentano liberi di non leggerli, di non comprarli, di scrivere lettere ai giornali contro questo o quel recensore o critico, forse è più utile che urlare sui blog.
    Niente link “caldi” non c’ho tempo di star dietro ad altre polemiche e poi davvero non è quel blog o quel libro a interessarmi :-)

    tony: ma io ho fiducia che solo sfogliandolo poi se lo comprino! Però non posso rischiare la mia reputazione sostenendoli apertamente, non siete dei cavalli sicuri su cui scommettere come il Fiunda! E poi tu non m’hai nemmeno citato nei ringraziamenti! Manchiamo io e chi sai tu e per il resto sembra la lista di Veltroni per il PD!

  6. alessandra scrive:

    accidenti. Mail di minaccia per quel pezzo? A me era piaciuto, invece.
    (chissà che arriverà nella posta dei magistrati, non ci posso pensare).

  7. seia scrive:

    Alessandra: minaccioso nel tono, non c’erano minacce vere e proprie ma un tono risentito e poco conciliante. comunque ti assicuro che ho ricevuto di peggio. Una volta ho criticato un esordiente che non cito perché ha spie dappertutto e mi sono arrivate delle mail infuriate e offese e una tipa che sembrava davvero una groupie delle più agguerrite mi diceva che avrebbe seguito ogni mio intervento in rete per cogliermi in fallo: ma si vede che poi s’è annoiata :-)
    Grazie della citazione eh.
    E pensa cosa dovrà arrivare nella casella di posta di Mastella :-)

  8. Cav. Marcello Stacchia scrive:

    Giovanotto,
    vedo che il Fiunda l’ha colpita duramente al cuore.
    Del resto è tipico delle donnicciuole come ella perder la testa per il primo bel visino su cui posano gli occhi e tralasciare la sostanza vera (che nel caso di Fiunda è letteratura di prim’ordine!).
    Comunque il Maestro la ringrazia: ha spedito un piccione viaggiatore da N’Djamena con un biglietto di complimenti al suo buon gusto. Meno male che ho fatto in tempo a leggerlo prima che Luciano strappasse le zampe al volatile e lo mettesse nel suo posto naturale: la casseruola.
    Al Pagliaro voglio solo dire questo: sono contento che il Sig. Sironi le abbia dato l’opportunità di pubblicare dopo il rifiuto della Stacchia: non sapevo avesse una famiglia da sfamare (e comunque non avrebbe cambiato la nostra decisione).

    Cordialmente,

    Cav. Marcello Stacchia

  9. seia scrive:

    Cavaliere carissimo: non le saremo mai abbastanza grati per il prezioso lavoro che svolge per la cultura tutta. E in particolare, io mai la ringrazierò per avermi dato la possibilità di conoscere Ross quella sera buia e tempestosa a Mister Bianco che mai dimenticherò.
    Spero che la quaglia non le sia stata troppo pesante, alla sua età sarebbe più indicato un brodino con sale iodato.

    Caldamente

    Seia

  10. antonio p. scrive:

    Esimio Cavaliere,
    per fortuna dopo il rifiuto della mia opera da parte della Stacchia, la pistola con la quale mi sono sparato alla tempia era scarica perché nel frattempo avevo ucciso mia moglie (sa, non potendola mantenere, ho creduto di fare una buona azione).
    Ciò nondimeno, in famiglia mi rimangono molte bocche da sfamare: un’altra moglie clandestina, due amanti, sei gemelli di un anno, tre cani, undici gatti, sette asini, due capre e ben 152 canarini. Cosa crede lei, che i canarini non mangiano anch’essi?
    Ebbene, quando mi sono presentato, famiglia al seguito, presso il signor Sironi, (dopo aver incontrato sulla strada la famiglia della signora Brambilla: pensi che le capre mie e le sue hanno preso a litigare per le vie di Milano) egli, il signor Sironi intendo, che ha l’animo nobile, si è impietosito e, senza leggerlo per fortuna, ha dato alle stampe l’immortale capolavoro che, secondo me, non avrebbe sfigurato a fianco del Fiunda.
    Ma lei avrà tempo e modo di ricredersi e, quando verrà a pregarmi per avere il mio ultimo manoscritto, io, severissimo, le risponderò con un bel NIET!
    Cordialità

  11. seia scrive:

    tony: sai bene come ci è stato molto OPPORTUNAMENTE e CON PERTINENZA ricordato anche in questi giorni che ai canarini basta fischiargli e quelli schiattano! Non è che ora tutti quelli al mondo che c’hanno degli animali domestici da sfamare si devono mettere a scrivere libri, altrimenti tutto il mondo sarebbe come l’Italia! Sai fischiare? E fischia!

  12. antonio p. scrive:

    fiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

  13. seia scrive:

    Acc! m’è schiattato il mouse! era un fischio inter species!

  14. Cav. Marcello Stacchia scrive:

    Giovanotta Seia,
    se lei solo avesse una pallida idea di quale sia la mia dieta quotidiana non starebbe qui a fare la sgangilletta.
    In quanto all’incontro con Rossano: per chi mi ha preso? Per un lenone??? Quella sera io ed il Maestro eravamo lì per caso: al Fiunda era presa la famosa “urgenza di scrivere” e stava vergando su un muro l’immortale motto “VIVA LA F**A!!!”. Lei passava di lì per caso e da cosa nasce cosa (sono un uomo di mondo, cosa crede???)

    Giovanotto Antonio,
    la sua numerosa famiglia è frutto della sua immonda concupiscenza: canarini compresi! SI VERGONII!!!
    E non speri di venire a bussare un giorno a Palazzo Stacchia: Toncarelli ha vergato uno schizzo del suo identikit e Luciano l’aspetta al portone armato di mazzafionda… veda un pò lei!

    Cordialmente,

    Cav. Marcello Stacchia

  15. m scrive:

    ah, ecco perché sei così stronza e supponente. sei un mostro.
    (scusa, vedo la tua foto solo ora).

  16. m scrive:

    ah deve essere approvato il commento?
    allora so che lo boccerai.

  17. ferrigno scrive:

    Ho un seguito la vicenda e con piacere intendo contribuire al raggiungimento di vette inverosimili di autocompiacimento: BRAVA! Eccheç@§§0!

  18. gattostanco scrive:

    Dovrò cercare anche il libro di Xantology. Non tanto per la moglie rimasta e le due amanti o la prole, quanto per i gatti che sono costratti a condividere lo spazio in una sorta di zoo. Poveri gatti.

  19. seia scrive:

    Cavaliere: chiedo venia!

    ferrigno: grazie grazie :-)

    gatto: io un’idea per i canarini gliel’ho dato, non so se vuole usarla anche per i gatti :-)

    m: il commento è passato come vedi: i dementi non li censuro fanno danno solo a se stessi palesandosi.

    update per m: hai avuto il tuo momento di gloria, non ti ho censurato, di quello che pensi di me non me ne sbatte una ceppa però non posso passare il mio tempo ad approvare i tuoi commenti del cazzo, per cui puoi pure astenerti dal farli perché da ora in poi non passeranno più. Tante care cose :-)

  20. Cav. Marcello Stacchia scrive:

    Giovanotto m,
    non è così che si tratta una siniora!
    VERGONIA!
    Ai miei tempi i villanzoni come lei li legavamo ad un carretto siciliano e gli tiravamo i cannoli con le lamette gillette dentro (era uno spasso, glielo assicuro!).
    Non passi dalle parti di Misterbianco chè Luciano saprebbe cosa farne di un cafone come lei.

    Cordialmente,

    Cav. Marcello Stacchia

  21. michele (Fu senape?) scrive:

    wow, un momento di distrazione e ecco che mi perdo la ciaciara.
    basta, ho deciso: domani mi licenzio e inizio a fare il contestatore a tempo pieno.
    contesterò su tutto!

    ah, seia, ti ho detto che hai un bel nome? :D

  22. antonio p. scrive:

    scopro ora che sei mostro, stronza e supponente.
    me lo hai tenuto nascosto.
    non passerò più.
    ti lascio i sensi della mia più profonda disistima.

  23. Ted scrive:

    fanculo a pagliaro, è arrivato due ore prima di me e mi ha fregato la battuta.

  24. Ted scrive:

    Caro sig. M,
    non so da quale buzzurra provincia del mondo Lei provenga, ma mi par di capire che non ha idea alcuna di come si tratti una signora. La cosa, mi duole avvisarLa, genera un gargantuesco sdegno nel sottoscritto, soprattutto in considerazione del fatto che la signora in questione, Seia Montanelli, nipote del celebre giornalista del Corriere dei Piccoli, è cliente della TED© Header Factory (mia, in pratica). Mi vedo così costretto non solo a redarguirla pubblicamente, cosa già di per sé umiliante per un uomo dalle sì nobili origini come lo Scrivente, ma anche a minacciarla di accodarmi all’Esimio Cav. Marcello Stacchia, con la sottile differenza che dalle mie parti si usano torture a base di Nduja, che, peggio di qualsivoglia olio di ricino, con un imbuto dal diametro di cm 60 (si parlà del collo stretto, ovviamente), Le sarà somministrata in quantità pantagrueliche (se c’è Gargantua, ci deve essere anche Pantagruel). Da lì in poi sarà tutto in discesa. Per il suo colon. Robuste dosi di materiale fecale Le sconquasseranno le viscere con scariche dalla cadenza regolare (una ogni 2′ e 13”), fino a un ricovero per sindrome di Nduja-Crohn, in cura presso le cliniche private TED© Hospital di Lamezia Terme (cosa che gioverà cospicuamente alle entrate delle mie modeste attività lucrative).
    In parole povere, VERGONIA!
    Suo
    TED©

  25. seia scrive:

    Cavaliere, Ted: che uomini! Per voi i sensi della mia completa stima e per lei cavaliere, non sono necessarie parole no? (Certo che a voi Shining vi fa un baffo!)

    Tony: come lo scopri solo ora??

    Michele: non me l’hai mai detto ma non è troppo tardi, grazie. Non mi hai mai neanche detto che sono strafiga pensandoci, vuoi rimediare? Anche per bilanciare un po’ i commenti :-)

  26. m scrive:

    sì che scrivere sul tuo blog è un momento di gloria. ma chi ti consente di essere così arrogante?

  27. La Lipperini scrive:

    M, scusa, ma suona alquanto ridicolo parlare di arroganza: questo è il blog di seia, entrare a piè pari e insultarla con argomenti di bassa lega, semmai, è arroganza.

  28. seia scrive:

    Scusa m ma tu vieni qui a scrivere stupidaggini e insultarmi e io sarei l’arrogante? Sai come si dice a Roma? Che c’hai davvero la faccia come il …
    Io fossi in te farei pace col cervello e soprattutto mi troverei un hobby più costruttivo :-)

  29. seia scrive:

    Loredana con questa cosa della moderazione (che stavo pensando di eliminare ma mi sa che mi prendo più tempo va per rifletterci su) i commenti si accavallano mi spiace, ma speriamo che repetita iuvant :-)

  30. Ted scrive:

    M, scusa, ma suona alquanto ridicolo parlare di arroganza: questo è il blog di seia, entrare a piè pari e insultarla con argomenti di bassa lega, semmai, è arroganza.

  31. Ted scrive:

    (repetita iuvant)

  32. seia scrive:

    Quanto sei scemo teddy :-)

  33. michele (e basta) scrive:

    seia, come posso dirti, in siffatto contesto, parole di cotale bassezza? strafiga non si addice a una delicatissima gemma (che – ammetto – non avere mai visto…) come te.
    piuttosto pezzo di gnocca, ma strafiga proprio no (ché poi la mia ragazza è gelosa, mica per altro) :)

  34. seia scrive:

    michele (finalmente!!): va bene lo stesso gemma. Peraltro pure il mio fidanzato è geloso, mo mi sa che ti tocca correre :-)

  35. francesco scrive:

    secondo me, m, non ha visto le manone dell’aiuto cuoco di seia
    (cavolo, ho detto aiuto cuoco, speriamo non se la prenda) :-)

  36. Ted scrive:

    Eh, Seia, io sono scemo, ma Pagliaro lo hai visto? Ma quanto è sfigato?

  37. irene scrive:

    E’ assurdo che tu sia stata “perseguitata” per il tuo commento, che è stato anche secondo me l’unico “pensato” e in grado di zittire tutti.
    (cioè, zittire in un altro senso, intendevo :) )

    Quanto al perché prendersela così tanto contro il “capolavorismo”, beh, non mi sembra giusto usare come metro il “farsi rovinare la giornata”. Perché pochissime cose, tranne quelle intime, hanno tale potere: difficile che il pensiero della fame nel mondo mi affligga in modo costante lungo le diciotto ore di veglia.
    Quindi non oriento la mia indignazione verso le cause dei miei malesseri interiori, altrimenti mi chiuderei nel quotidiano più atroce. Bensì verso ciò che urta la mia parte razionale, o se vuoi il mio sistema di valori.
    E sì, sono facile da urtare, indubbiamente. ;)

  38. seia scrive:

    francesco: hai capito perfettamente la situazione! Io sono lo chef e lui e il mio aiuto, volenteroso, creativo, anche indipendente se serve ma io sono la vera culinaria del duo, che si sappia! ;) (Ecco, sto per divorziare ancora prima di sposarmi con questo).

    ted: ah beh tu scegli il tony manero della Trinacria per fare ’sti paragoni! :-)

    Irene: ma sai quanta gente ha poco da fare? Anche io a volte, ma non rompo le palle al prossimo, però è questione di formazione :-)
    Quanto al “farsi rovinare la giornata” naturalmente ero ironica, mi avevano perplesso certi toni davvero esasperati e quindi esageravo di rimando.
    Sul tuo commento osannato come nemmeno la nazionale l’anno scorso :-) – con un altro paio di commenti e post che ho letto sulla vicenda – io non sono tanto d’accordo, diciamo quasi per nulla va. E te lo dico fuori da ogni polemica, lo sai che mi sei molto simpatica.
    Ti ho seguita fino a un certo punto, quando rifiutavi il lato politico della querelle e quando spiegavi che Sauro non parlava del romanzo e della sua autrice, anche quando difendevi il diritto di dire ciò che si pensa di un libro, qualsiasi libro, fin lì ero con te, avrei sottoscritto quasi ogni parola, poi secondo me hai sclerato ;-)
    Non m’è piaciuto il tono, non m’è piaciuto il piglio, non m’è piaciuto quel VOI che non fa distinguo e quando vengono a mancare i distinguo si finisce nel qualunquismo che non giova a nessuno. Non m’è piaciuto che alla fine tu sia caduta nella trappola di entrare nel personale, di riferirti all’autrice e al suo libro direttamente, al suo taglio di capelli o alla sua presunta vanità o voglia di apparire – tu non sai nulla di questa donna (come me peraltro), magari si fa fotografare su Vanity Fair e in realtà è timida e non cerca visibilità, magari non come la intendi tu. Io ho delle foto sul mio flickr, so che sono delle foto carine (checché ne dicano gli imbecilli privi di buon gusto e per giunta anonimi :-) ), so che mi hanno procurato dei “fan”, le ho messe on line perché mi piacevano, perché mi andava di darmi un volto ma io odio essere fotografata, odio stare al centro dell’attenzione se non attraverso ciò che dico o scrivo e guarda che io vado in giro esaltando quello che ho di piacevole, mica mi mortifico per nascondere le mie attrattive, ma non cerco visibilità (solo per farti un esempio di come le cose possano avere più sfaccettature) – lanciandoti in quell’invettiva hai fatto esattamente ciò che quelli che per erano i “VOI” di cui parlavi stavano criticando e alla fine, in parte, hai fatto in modo che avessero ragione. In parte.

  39. Gilgamesh scrive:

    Fantastico, un post autoreferenziale!

    Non nel senso che fa riferimento all’autrice, ma che fa riferimento a se stesso, fin dal titolo (”Questo non parla di tante cose”).

    Questa frase, tanto per capirci, contiene esattamente quattordici parole, tre virgole e un punto.

    E poi “trashback” come calembour è spiritoso e simpatico, e rende bene l’idea.

    Ho corretto l’errore interpretativo, chez moi, gentile signora – signorina ormai si usa soltanto per specificare che una è ancora sul mercato, mi par di capire :) – e ne approfitto per ricordare che può sempre capitare di riprendere in mano un libro che s’era lasciato a metà e finirlo.

    Ne approfitto anche per fare da testimonial, ho visto un po’ di foto su Flickr e devo dire che Lei è una proprio bella sgnacchera (il quale apprezzamento spero Loredana non riferisca alla mia dolce consorte che pare tanto mite e solare ma quando si ingelosisce diventa una tigre dai denti a sciabola)

    Infine, il blog in questione non è stato cancellato, ma soltanto (spero temporaneamente) chiuso, il che penso sarebbe comunque successo anche senza quel commento (visto che l’autrice ci pensava su da marzo, a prendersi una pausa).

    Saluti sparsi, e ossequi al Cav. Stacchia che ormai leggo quasi ovunque (e che mi pare di aver conosciuto in passato sotto altre spoglie, ma chissà, potrei sbagliarmi).

  40. ferrigno scrive:

    C’è da dire che in tempi pre-media, anche soltanto un paio di decenni fa, l’autore si metteva in gioco solo col romanzo. L’autore era solo il nome in alto, il romanzo e poco altro.
    Oggi non è più così: l’opera trascende il romanzo cartaceo. E’ un po’ come per i quotidiani: oggi assieme al giornale ti danno il settimanale, i supplementi, il DVD. Ognuna di queste cose DETERMINA la percezione pubblica di quel quotidiano, è giudicabile assieme al quotidiano. Se XL fa schifo, allora anche Repubblica fa un po’ schifo.

    Un autore che all’uscita del romanzo sincronizza azioni come l’apertura di un sito web, la chiusura del blog, la pubblicazione di interviste e di foto, la produzione di un booktrailer, in fondo dovrebbe attendersi che il pubblico GIUDICHI IL PACCHETTO COMPLETO. Questo vale anche per Manituana e il relativo sito e per tutti gli scrittori che offrono “allegati” assieme al libro.

    Il problema è che Babsi Jones ha offerto se stessa come allegato, forse senza valutare le conseguenza. Questo non legittima gli insulti però forse legittima chi -pacatamente- giudica il pacchetto completo.

  41. CuloDritto scrive:

    Bene, non ho capito un accidenti né del post né dei commenti. Però volevo dire che il nuovo header mi piace proprio. Complimenti!

  42. irene scrive:

    Cara, capisco perfettamente cosa intendi e in parte ti dò ragione. Quindi dato che in parte anche tu mi davi ragione, ormai siamo arrivate a un 2/3 d’accordo, che mi sembra realmente ottimo!

    Per il resto condivido completamente quanto ha scritto Ferrigno.
    Con un’aggiunta: questa volta il pacchetto è stato anticipato da molti trailer, chiamiamoli così, che io includo nel pacchetto. Per cui vi aggiungo addirittura pre-recensioni uscite mesi fa, poiché fanno parte del “mondo” di questo romanzo. Pre-recensioni “avallate” dall’autrice, intendo; che poi sono state proprio quelle – più che le ultime recensioni, quelle parodiate, che ovviamente a quel punto mi aspettavo – che hanno portato a questa bagarre.

    E qui Seia c’è quell’1/3 su cui non siamo d’accordo.
    Perché la modestia, la timidezza, il pudore ecc, se le si vuole usare come scudi dalle critiche, vanno dimostrate come tutto il resto, e qui non lo sono.
    Qualunque persona timidissima e complessata può diventare un animale da palcoscenico e produrre performance estreme. Ma se le performance sono un fallimento artistico, è giusto che vengano criticate come tali – performance. Lo spostamento dalla performance alla sfera personale non è fatta da chi critica, ma da chi non accetta le critiche. Se al fallimento della performance contribuiscono elementi che nella nostra società è disdicevole menzionare, ma che nell’ambito della performance sono rilevanti e “aproblematici” quanto ogni altro elemento, devo sentirmi libera di criticarli senza venire accusata di andare sul personale.

    Esempio lontano, giusto per capirci. Ho visto un cortometraggio con certe pretese artistiche, tempo fa. Uno dei peggiori difetti di tale cortometraggio erano le voci degli attori: i protagonisti erano doppiati, e le loro voci avevano uno straniante tono teatrale, con dizione rigida e impostata; le comparse invece non erano doppiate, e ciacolavano con toscana allegria.
    Ora, se io accuso questo doppiaggio di essere pessimo, non mi si può rispondere che la cadenza toscana è tanto bella. Sì, lo è, ma qui no. Né mi si può rispondere che poverino, il doppiatore ha studiato tanto! Ma certo, si vede, ma così non va bene lo stesso.
    Spero si sia capito, e scusa la lungaggine!

  43. seia scrive:

    Gilg: tu sei nuovo e non puoi saperlo ma il mio blog è fenomenale, ci sono spesso cose come questa del post autoreferenziale o del gioco di parole (solo che a volte non sono giochi voluti ma veri errori di battitura, fortuna che ho dei bravi correttori di bozze). Pensa che a volte nel titolo mi do anche torto da sola ;-)
    Ho visto la correzione del post grazie, ma non mi è mai capitato di tornare indietro sui miei passi di lettrice, so subito cosa mi piace e cosa no. Certo se poi devo parlarne il libro lo finisco o evito di scriverne “ufficialmente”.
    Mi auguro che se mai tua moglie venisse a sapere di questo complimento capisca che si tratta solo di una constatazione, uno mica può esimersi dal dire la verità :-)
    Per il Cavaliere garantisco io: a meno che tu non sia un affezionato dei raduni di nostalgici del ventennio o un turista a Misterbianco fuori stagione non l’hai mai incontrato prima.

    Andy; il tuo discorso in generale non fa una piega, non condivido l’andazzo, per cui continuo a giudicare il romanzo e del resto me ne frego, ma hai colto il problema. E qui rispondo anche a Irene: va benissimo giudicare il trailer (peraltro io trovo sta moda dei booktrailer terribile oltre che inutile!), va benissimo giudicare il sito, va benissimo giudicare le presentazioni del romanzo, gli eventi collegati, va benissimo tutto. Non va bene l’attacco personale che non ha a che vedere con la critica estetica e culturale a quello che chiamate pacchetto completo (e che in effetti è un pacchetto completo). Dal pacchetto resta fuori l’autore come persona, deve restarne fuori.
    Prendiamo Isabella Santacroce: io la trovo una pessima scrittrice. Trovo che le performance siano volgari, pretestuose, inutili. Trovo che nasconda dietro la cortina fumogena delle sue follie la totale assenza di talento per la narrativa e la scrittura in genere. Ma che senso avrebbe che io mi mettessi a criticare il suo taglio di capelli, il colore delle unghie, il modo di vestirsi, o meglio di svestirsi? Cosa aggiunge alla mia critica? E cosa c’entra col resto? A meno che non cominciamo a considerare l’autore come un prodotto, un’opera d’arte, un veicolo estetico – Dio ce ne scampi e liberi – bisogna dare dei limiti alla propria critica e al proprio dissenso.

    Irene: a parte che l’uso delle frazioni come metodo diplomatico è geniale, lasciatelo dire :-) io non ho tanto capito il paragone col doppiaggio ma è colpa mia, sono sopraffatta dalla cioccolata calda con panna e chi mi conosce sa cosa vuole dire :-)
    Sul resto però forse partiamo da due presupposti diversi: tu ritieni che l’autrice faccia parte del pacchetto, io ritengo invece che ne resti fuori pur partecipando alla promozione del pacchetto stesso.
    Sei mai stata alle presentazioni Avon? O a quelle della Stanhome o del folletto? Il venditore ci mette del suo per vendere il prodotto: si veste bene, se è una ragazza carina magari si scoscia o si scolla, se è un uomo con delle mani gesticola parecchio, se ha una voce suadente parla piano e molto a lungo. Se il prodotto alla fine non ti piace la colpa di chi è? Te la prendi con la voce del venditore o con le tette della venditrice? O pensi che in realtà non si trattava di un buon prodotto o che non ti serviva?
    L’autore può essere un tramite per vendere il romanzo, ma poi a livello personale non ha senso attaccarlo.

    Federica: grazie!! Pure a me piace un sacco! Poi mia madre mi ha appena regalato una trapunta per il letto della casa nuova che ha lo stesso disegno: sono stesa dal pensiero della coincidenza, non è fantastico? :-)

  44. Gilgamesh scrive:

    Beh, “nuovo” è relativo, ti leggevo quando eri ancora su Splinder, e ogni tanto pure qua in passato, solo non avevo mai commentato.

    E se sapessi da quanto tempo giro, capiresti che ben difficilmente posso essere proprio nuovo :)

    Circa il Cav. Stacchia, a Misterbianco ci sono stato, naturalmente, ma non da turista.

    Ci sono diversi modi di viaggiare (nel tempo e nello spazio): da turista appunto(aria sperduta e macchina fotografica al collo), da esploratore (aria fiera e notevole dose di supponenza) e da infiltrato (cerchi di mimetizzarti e passare per uno del posto).

    Ecco, io in genere viaggio sempre nella terza maniera, un po’ zelighiana: così capita che a Londra mi chiedano indicazioni stradali e a Istanbul consigli su dove è meglio andare a mangiare, per dire.

    Riunioni di nostalgici del ventennio, non credo.

    Piuttosto, il Ferrigno che sopra chiami Andy… ma che niente niente ho ritrovato il buon vecchio Aerk? L’ultima volta che ho avuto sue notizie, faceva il giornalista a Rete4.

    Vecchio mio, sai che esiste ancora Lama&Pietra, vero? (e questa mi sa che la capiamo in pochi).

  45. Ted scrive:

    Non avrei mai pensato di poter ricevere in vita (come in morte) complimenti da un Culo Dritto. Grazie, eh.

    A mammata ci ho chiamato io, Seia.

  46. seia scrive:

    gilg: beh allora sei un usato sicuro va :-)
    A me invece che sono una turista me lo leggi in faccia: di solito sono stanca, smarrita e sempre in cerca di una pasticceria dove fermarmi :-)
    Non so se il mio andy e il tuo siano la stessa persona ma si paleserà per fartelo sapere credo.
    In effetti io di Lame e pietre non ho capito nulla.

  47. sara scrive:

    Cara Seia, mi permetto di raggiungerti sul tuo blog per dire questo.
    Quello che volevo dire sul blog di Alessandra era più o meno questo. Dopo avere letto, ma forse non ho letto prorio tutto , le cose a proposito di tale babsi e dopo avere letto il suo ultimo post, ho pensato: “poverina deve essere brutto sentirsi prese di mira e soprattutto non capite”.
    Così ho scritto quel commento e il senso era più o meno questo. Certo è vero che quando scrivi su una piazza pubblica, ti metti in gioco appunto e quindi al gioco devi stare che ti piaccia o no, però a volte, scrivendo e parlando di te stessa perchè ti viene meglio e perchè gli altri non li conosci, metti in gioco emozioni, ferite ,ricordi, pensieri etc etc che ti coinvolgono e che se criticate o fraintese, automaticamente feriscono te come individuo . In questo caso (io) penso che scindere la tua scrittura da te come individuo sia difficile, ma questo vale per alcuni che ,per motivi caratteriali o umorali, sono fatti così. Ora in modo razionale io lo capisco che prendersela troppo significa non essere autoironici, non avere il senso dell’umorismo nè essere dotati di una grande capacità di distacco, però siamo uomini e in quanto tali ,pieni di limiti e brutture. Quello che invece non capisco e non condivido sono le classificazioni troppo strette e i giudizi sparati un po’ secondo me, a caso. Del tipo :sefaicosìseicosìsefaicosàseicosà.
    Questo no, non lo capisco proprio. Secondo me è sempre bene mettere una parte di te in tutto quello che fai e ci sta che una volta i tuoi nervi saltino e non ti consentano una visione equilibrata e lucida delle cose. Magari in quel momento lì non capisci, poi però la volta dopo, riesci a farlo e a riderci su. Ma perchè essere così intransigenti e severi? C’è forse qualcuno che è sempre uguale a se stesso e sempre riesce ad essere autoironico, distaccato e lucido? E perchè non ammettere le debolezze che tali sono e in quanto tali giudicate?
    Mi scuso per la lunghezza del commento, ma mi dispiaceva no potere chiarire cosa intendevo dire.
    Ti saluto
    Sara

  48. marcello scrive:

    Ammazza che stronza che sei, bona ma tanto stronza.

  49. Cav. Marcello Stacchia scrive:

    Giovanotto Gilgamesh,
    e allora?
    E a che gioco stiamo giocando?
    E che è?
    Ci conosciamo, lei dice?
    E quando ci saremmo conosciuti, di grazia?
    Sia certo che se lei è uno dei milioni di giocani scrittori insipienti e arroganti che sono venuti a bussare a Palazzo Stacchia e sono stati respinti a calci nel deretano dal buon Luciano (e, badi, fa pure rima!) beh… allora sì… forse ci siamo visti… per un nanosecondo!
    Una sola parola per lei: VERGONIA!!!

    cordialmente,

    Cav. Marcello Stacchia

  50. polispaliano scrive:

    Facendo parlare uno dei personaggi del suo libro (Dafne desvanecida, in lingua originale) David Trueba “spiega” che dei libri quello che si compra e’ la quarta di copertina, non il testo. L’importante e’ quello che i critici hanno detto di un autore e da questo dipende il successo di un libro.

    Io non riuscirei mai a chiudere un blog per risentimento o permalosita’, evito tali sentimenti.
    Hai perfettamente ragione quando parli “dell’arroganza di chiunque pubblichi alcunché, visto che implicitamente ritiene che sia di un qualche interesse per qualcun altro (altrimenti lo terrebbe nel suo sacrosanto cassetto inchiavardato, come direbbe mia nonna)”, anche se io non ho aperto il blog pensando che qualcuno possa essere interessato a quello che scrivo, e’ solo un modo per rilassarmi.

  51. Gilgamesh scrive:

    Sotto altre spoglie, Egregio Cav. , sotto altre spoglie.

    E più la leggo più mi convinco che è così ;)

    E no, non ho mai bussato a Palazzo Stacchia, o il “buon” Luciano se ne ricorderebbe perfino meglio di lei (quando entro nei Palazzi non passo dai portoni, nè mi fermano spesse mura).

    Né m’appartengono arroganza, insipienza o, ahi, giovinezza.

    Sono un viandante e un cercatore, uno studioso e un testimone.

    E la vergogna e la gloria / sono lo stesso per me.

    Cordialità.

  52. Gigi Massi scrive:

    …tu di mostruoso hai solo il cervello, bellagnocca (il nerboruto sposo mi strangolerà :-)

    Perché si fa fatica a scindere il discorso estetico su un testo da mere questioni etiche? Perché si finisce con l’interpretare un discorso sul testo come un attacco all’autore e alle sue idee?

    Perché nessuno ha voglia di pensiero critico. Nessuno.

  53. seia scrive:

    Gilg/Cavaliere: io proporrei di incontrarvi davanti a un piatto fumante di caponata preparata da Luciano per parlare dei vostri trascorsi e forse anche dei vostri futuri :-)

    Gigi: intercederò per te, sta’ tranquillo. Continua pure con i complimenti ;-)

    polispaliano: (c’ho messo una vita per azzeccare la giusta grafia del tuo nick! ) in effetti una distinzione tra blog e scrittura professionale c’è e quindi anche nelle modalità di produzione e di fruizione, però anche in chi ha un blog una piccola parte di narcisismo viene fuori, perché non rilassarsi con un diario invece che mettere on line ciò che si scrive anche solo per divertissment? E questo vale prima di tutto per me, eh.
    Quindi inchiavardato si capisce? Meno male va, pensavo fosse troppo dialettale :-)

    marcello: grazie per la fulgidezza delle tue argomentazioni e per la profondità dei pensieri espressi. Davvero.

  54. Ted scrive:

    Seia, va be’ che sei bona, ma sei pure stronza. Lo dice un “Marcello”, il nome è nobile, nevvero Cavaliere?

  55. ferrigno scrive:

    Eccomi, mi paleso: no Gilgamesh, non sono il buon vecchio Aerk e mai avuto a che fare con rete4.

  56. polispaliano scrive:

    mi correggo, non e’ David Trueba ma Jose’ Carlos Somoza, sono cronicamente sbadato.

    Il fatto e’ che in fondo sono un ecologista e mi dispiace usare carta e inchiostro potendo invece scrivere nel bianco spazio di una cosa che non si puo’ toccare, strappare. Tante volte i diari finiscono per essere persi, dimenticati, bruciati… il blog e’ piu’ sicuro, anche perche’ ti appartiene solo in parte, e’ comunque condizionato da coloro che lasciano le loro attenzioni. Il mio blog non e’ un diario introspettivo, piuttosto lo considero un modo di raccontare e raccontarmi la realta’ in cui mi trovo, una specie di studio sociale circoscritto. Non deve interessare agli altri, interessa a me, un diario e’ qualcosa di molto piu’ personale.
    C’e’ sicuramente una punta di narcisismo (solo una punta, ora che me lo fai notare), ma ben venga, altrimenti nessuno scriverebbe niente e sarebbe un peccato.

  57. seia scrive:

    teddy: ma non è l’ideale di ogni uomo bona e stronza? :-)

    polis (posso abbreviare?): non mi sarei accorta dell’errore non avendo letto nessuno dei due. Diciamo la stessa cosa in fondo, con sfumature diverse mi pare. A me interessa che quello che scrivo interessi agli altri (ripetizione voluta), non scriverei altrimenti.

  58. Ted scrive:

    AHHHHH FERRIGNO E’ UNO SGHERRO DI EMILIO FEDEEEEEEEEEEE!!!

  59. Un amico, un certo Ego « Trabucco scrive:

    [...] amico, un certo Ego Posted Ottobre 30, 2007 Da Seia si parla di stroncature, di chi se la lega al dito e poi di chi se la lega al dito, ma con ironia. In proposito Raymond [...]

  60. Gilgamesh scrive:

    Edo. si tratta di un omomimo, giornalista (TG4 per un breve periodo) e giocatore di ruolo :)

    Andrea Ferrigno appunto, già noto come Aerk il Paladino, co-fondatore e maestro della Gilda di Lama e Pietra su Lumen et Umbra, il primo e più antico M.U.D. italiano.

    Chissà chi dei due è imparentato con Lou :D

  61. barbara34 scrive:

    BONINO E ANDREOLI FOR PRESIDENTS!!!!!!!!! SONO RAPITA E INVOLATA; CHI PAGHERA’ AHIME’ IL MIO RISCATTO. NON CI POSSO CREDE!!!!!! DUE STARRESSSS!!!!! SONO IL DELIRIO! DA ORA IN POI NON POTRO’ ANDARE NEL BLOGO DI EIO SENZA CHIAMARLO SUA SANTITA’
    E ORA INTONERO’ UN MANTRA: NAMYORENGHEKYONAMYORENGEO OBENPO….. (ETC: Lo REITERERO’ PER TUTTO IL DI’ CON SORRISETTO EBETE :)

  62. Andrea scrive:

    Caro Gilgamesh,
    è bello risentirti o meglio rileggerti. Mi fa un immenso piacere che il Mud esista ancora: lì ci siamo divertiti parecchio e spero che altri possano continuare a farlo :-)

    Per la precisione lavoro ancora al Tg4, solo sono passato – da qualche anno – da Milano a Roma.

    Ah, quel Ferrigno che leggo sopra non sono io, chissà se è un mio parente :-)

  63. siddartha scrive:

    Gilgamesh ed Aerk, non ci credo :-)

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