Questo non parla di tante cose

Avvertenza: questo post è quasi privo di link e rinvii ad altre pagine web per evitare polemiche da “trashback”.  *

Mi sono arrivate un paio di mail molto minacciose e molto poco simpatiche, da parte di due tipi a cui evidentemente serve l’intervento di un professionista – ma di uno bravo eh – che mi accusavano in pratica di aver fatto chiudere un blog a causa di un mio commento (non capendo a cosa si riferisse ho letto poi che l’autrice del blog cita diverse volte quel commento nel suo “post di commiato”, ma fa poi un discorso più generale che prescinde da quello che ho detto io, o meglio di ciò che del mio discorso lei ha percepito).

Dunque, si sa che il mio ego può raggiungere vette inverosimili di autocompiacimento, però una simile responsabilità non me la prendo (per di più il mio commento non era nemmeno rivolto direttamente all’autrice in questione, e in generale può anche dispiacermi che qualcuno si senta ferito a tal punto, ma certo non da me) e per questo avevo in mente un sagacissimo post sulla differenza tra un testo con valore estetico e letterario e uno che ha mero valore documentale, discorso che sarebbe stato sempre distante dalla polemica in corso. Avrei voluto parlare dell’arroganza di chiunque pubblichi alcunché, visto che implicitamente ritiene che sia di un qualche interesse per qualcun altro (altrimenti lo terrebbe nel suo sacrosanto cassetto inchiavardato, come direbbe mia nonna).

E se credessi nella pur minima importanza dei blog, mi riferirei pure ai blog, il mio su tutti.

Mi sarebbe piaciuto spiegare infine, come sia mia ferma convinzione che in nessun caso il contenuto di un testo possa consentirgli la sacralità e l’intoccabilità. Per esempio ho sempre ritenuto Il diario di Anna Frank poco interessante e gli preferisco come opera letteraria, e anche come opera testimoniale, Un sacchetto di biglie di Joffo per esempio o L’amico ritrovato di Uhlman e soprattutto A voce alta di Bernhard Schilnk. Dovrei per questo subire accuse di filo-nazismo? O di scarso rispetto per l’Olocausto? O peggio, di non esserne interessata?

 Perché si fa fatica a scindere il discorso estetico su un testo da mere questioni etiche? Perché si finisce con l’interpretare un discorso sul testo come un attacco all’autore e alle sue idee? Se si facesse un maggiore ricorso alla finzione, eliminando l’io dalla letteratura o dissolvendolo nella finzione forse nessuno si sentirebbe toccato nella propria sensibilità e si potrebbero criticare dei libri senza essere accusati di crudeltà mentale. 

Comunque di tutto questo non parlerò, anzi non parlerò ancora, visto che sono cose che predico da sempre, perché nel frattempo ho saputo che è uscito l’ultimo vero capolavoro delle patrie lettere a firma di Rossano Fiunda per le benemerite Edizioni Stacchia. E’ un’opera travolgente questa del Fiunda, innovativa, psichedelica e pure ultrapsichica. L’unico Cavaliere che davvero conti nel nostra paese ha colpito ancora! Accattatevillo! 

Ah (quasi dimenticavo: ubi maior minor cessat), sono usciti proprio oggi altri due libri (di minor peso naturalmente del romanzo rivoluzionario del Fiunda, ma visto che gli autori sono degli amici riservo loro almeno un trafiletto): Sempre cara mi fu quest’ernia al colon – il libro dei Fincipt a cura di Alessandro Bonino e Stefano Andreoli – e Il sangue degli altri di Antonio Pagliaro. Questi sfogliateli almeno: tengono famiglia ‘sti ragazzi!

* trashback non è un errore, eh, è voluto.

63 Commenti a “Questo non parla di tante cose”

  1. Gilgamesh scrive:

    Sotto altre spoglie, Egregio Cav. , sotto altre spoglie.

    E più la leggo più mi convinco che è così ;)

    E no, non ho mai bussato a Palazzo Stacchia, o il “buon” Luciano se ne ricorderebbe perfino meglio di lei (quando entro nei Palazzi non passo dai portoni, nè mi fermano spesse mura).

    Né m’appartengono arroganza, insipienza o, ahi, giovinezza.

    Sono un viandante e un cercatore, uno studioso e un testimone.

    E la vergogna e la gloria / sono lo stesso per me.

    Cordialità.

  2. Gigi Massi scrive:

    …tu di mostruoso hai solo il cervello, bellagnocca (il nerboruto sposo mi strangolerà :-)

    Perché si fa fatica a scindere il discorso estetico su un testo da mere questioni etiche? Perché si finisce con l’interpretare un discorso sul testo come un attacco all’autore e alle sue idee?

    Perché nessuno ha voglia di pensiero critico. Nessuno.

  3. seia scrive:

    Gilg/Cavaliere: io proporrei di incontrarvi davanti a un piatto fumante di caponata preparata da Luciano per parlare dei vostri trascorsi e forse anche dei vostri futuri :-)

    Gigi: intercederò per te, sta’ tranquillo. Continua pure con i complimenti ;-)

    polispaliano: (c’ho messo una vita per azzeccare la giusta grafia del tuo nick! ) in effetti una distinzione tra blog e scrittura professionale c’è e quindi anche nelle modalità di produzione e di fruizione, però anche in chi ha un blog una piccola parte di narcisismo viene fuori, perché non rilassarsi con un diario invece che mettere on line ciò che si scrive anche solo per divertissment? E questo vale prima di tutto per me, eh.
    Quindi inchiavardato si capisce? Meno male va, pensavo fosse troppo dialettale :-)

    marcello: grazie per la fulgidezza delle tue argomentazioni e per la profondità dei pensieri espressi. Davvero.

  4. Ted scrive:

    Seia, va be’ che sei bona, ma sei pure stronza. Lo dice un “Marcello”, il nome è nobile, nevvero Cavaliere?

  5. ferrigno scrive:

    Eccomi, mi paleso: no Gilgamesh, non sono il buon vecchio Aerk e mai avuto a che fare con rete4.

  6. polispaliano scrive:

    mi correggo, non e’ David Trueba ma Jose’ Carlos Somoza, sono cronicamente sbadato.

    Il fatto e’ che in fondo sono un ecologista e mi dispiace usare carta e inchiostro potendo invece scrivere nel bianco spazio di una cosa che non si puo’ toccare, strappare. Tante volte i diari finiscono per essere persi, dimenticati, bruciati… il blog e’ piu’ sicuro, anche perche’ ti appartiene solo in parte, e’ comunque condizionato da coloro che lasciano le loro attenzioni. Il mio blog non e’ un diario introspettivo, piuttosto lo considero un modo di raccontare e raccontarmi la realta’ in cui mi trovo, una specie di studio sociale circoscritto. Non deve interessare agli altri, interessa a me, un diario e’ qualcosa di molto piu’ personale.
    C’e’ sicuramente una punta di narcisismo (solo una punta, ora che me lo fai notare), ma ben venga, altrimenti nessuno scriverebbe niente e sarebbe un peccato.

  7. seia scrive:

    teddy: ma non è l’ideale di ogni uomo bona e stronza? :-)

    polis (posso abbreviare?): non mi sarei accorta dell’errore non avendo letto nessuno dei due. Diciamo la stessa cosa in fondo, con sfumature diverse mi pare. A me interessa che quello che scrivo interessi agli altri (ripetizione voluta), non scriverei altrimenti.

  8. Ted scrive:

    AHHHHH FERRIGNO E’ UNO SGHERRO DI EMILIO FEDEEEEEEEEEEE!!!

  9. [...] amico, un certo Ego Posted Ottobre 30, 2007 Da Seia si parla di stroncature, di chi se la lega al dito e poi di chi se la lega al dito, ma con ironia. In proposito Raymond [...]

  10. Gilgamesh scrive:

    Edo. si tratta di un omomimo, giornalista (TG4 per un breve periodo) e giocatore di ruolo :)

    Andrea Ferrigno appunto, già noto come Aerk il Paladino, co-fondatore e maestro della Gilda di Lama e Pietra su Lumen et Umbra, il primo e più antico M.U.D. italiano.

    Chissà chi dei due è imparentato con Lou :D

  11. barbara34 scrive:

    BONINO E ANDREOLI FOR PRESIDENTS!!!!!!!!! SONO RAPITA E INVOLATA; CHI PAGHERA’ AHIME’ IL MIO RISCATTO. NON CI POSSO CREDE!!!!!! DUE STARRESSSS!!!!! SONO IL DELIRIO! DA ORA IN POI NON POTRO’ ANDARE NEL BLOGO DI EIO SENZA CHIAMARLO SUA SANTITA’
    E ORA INTONERO’ UN MANTRA: NAMYORENGHEKYONAMYORENGEO OBENPO….. (ETC: Lo REITERERO’ PER TUTTO IL DI’ CON SORRISETTO EBETE :)

  12. Andrea scrive:

    Caro Gilgamesh,
    è bello risentirti o meglio rileggerti. Mi fa un immenso piacere che il Mud esista ancora: lì ci siamo divertiti parecchio e spero che altri possano continuare a farlo :-)

    Per la precisione lavoro ancora al Tg4, solo sono passato – da qualche anno – da Milano a Roma.

    Ah, quel Ferrigno che leggo sopra non sono io, chissà se è un mio parente :-)

  13. siddartha scrive:

    Gilgamesh ed Aerk, non ci credo :-)

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