Bisogna sempre comunque far nascere il sole?

Qualcuno malignamente sostiene che io tenda a non essere diplomatica, anzi proprio a farmi dei nemici. Per di più si dice che io sia litigiosa(!). Leggende metropolitane naturalmente. Il fatto è che ci sono cose che mi indignano o mi fanno schizzare il sangue al cervello e allora non posso controllarmi.

 

Per esempio, leggere banalità di ogni tipo sulla Sicilia (o sul Sud in genere), scritte da gente che non conosce quello di cui parla e che non vede oltre il proprio orticello di esperienze, che proprio non ce la fa a pensare che non esiste un Sud come entità astratta e filosofica, ma che c’è una realtà complessa e articolata, fatta di quotidianità soprattutto, che nessun luogo comune e nessuna speculazione del pensiero può descrivere. E questo forse vale anche per il Nord, e dico forse perché io non conosco il Nord e quindi non ne parlo, essendo una persona seria.

Peraltro sciorinare gli autori siciliani (o meridionali in genere) preferiti come bandiera della propria tolleranza e della propria apertura mentale, è un bluff che non regge. Si taccia, che è meglio, invece.

Al momento poi (avendo un sacco di cose da fare e non volendole fare per cui cerco ogni tipo di distrazione), mi fa veramente incazzare la community di Anobii (al di là del divertissment della mia contro-libreria – che mi ha già procurato delle email intimidatorie – e poche altre) e come tutte le cose che non mi piacciono, questo sito mi attrae irrimediabilmente, per cui sto intere mezz’ore a leggere i commenti degli utenti sui libri, mentre si va accrescendo sempre di più in me la convinzione – già espressa molte volte – che leggere non renda migliori, né più intelligenti e nemmeno più colti forse: serve solo ad avere un argomento di conversazione in società. Ed è anche per questo che io conduco una vita molto ritirata. 

Ho raccolto per i miei beneamati lettori qualche chicca: 

su Il grande Gatsby: 

“Un grande personaggio che si muove su uno splendido scenariodell’America negli anni ‘50.” Tiffany(Il romanzo è ambientato notoriamente negli anni ‘20 ed essendo stato scritto nel 1925 e non essendo un romanzo di fantascienza, non si vede come potrebbe parlare degli anni ‘50) 

“Non sono proprio riuscita a farmelo andare a genio questo Gatsby. Anzi, a dirla tutta, non ho simpatizzato con nessuno dei personaggi della storia, narratore compreso. Non mi sono appassionata alle loro vicende, ai loro modi di essere… e nemmeno alle loro sofferenze. Niente di niente. A parte l’irritazione, quella sì che c’è stata. Irritazione per l’ipocrisia, la superficialità, gli ideali e le passioni di carta pesta. In realtà si tratta di un grande affresco/metafora della società americana degli anni ‘20?! Sarà, ma a me avere a che fare con un groviglio di personaggi-ombra non ha dato gusto. Probabilmente è un romanzo che si apprezza se nel leggerlo si tengono ben presenti il contesto storico e le vicende personali dell’autore.” Ardesia - (Come leggere un libro e non capirne nemmeno mezza virgola)

 “Lo stile non mi entusiasma. Ed ho la sensazione che sia della lunghezza sbagliata. Quando comincia a coinvolgere finisce.” Rumble_Fish - (A questo manca il finale “alla volemose bene”) 

“In breve: come infrangere il sogno americano e vivere felici. Un bellissimo ritratto dell’america dell’epoca, anche se per goderne appieno probabilmente si dovrebbe essere americani dell’epoca. In generale, atmosfere “collose” e piene di fumo. Un bel libro, indubbiamente, ma non è riuscito a prendermi…” StefanoEpifani – (Chi è che vive felice nel Grande Gatsby???) 

“Datato.” – Giuse Alemanno (Il tipo in questione però non manca di spirito e ha anche scritto un romanzo molto interessante, Terra nera che mi ha fatto avere vincendo le mie riserve sugli esordienti, e ha vinto lui perché il libro m’è piaciuto, seppur con qualche riserva. Gli consiglierei di rileggere il romanzo di Fitzgerald, forse era distratto la prima volta). 

“La trama non mi ha suscitato un grande interesse. Nonostante tutto non l’ho trovato né noioso né pesante, ergo concluderei che Fitzgerald è un grande autore che sa ben scrivere, e non dico nulla di nuovo anche se i riconoscimenti sono stati più che altro postumi. Personaggi ben delineati e affatto banali. Da leggere.” – Simo (Fitzgerald ringrazierebbe della concessione al suo genio. In ogni caso ricorderei che ha ottenuto un grande successo in vita, tanto da diventare un’icona e una leggenda per almeno un decennio tra i suoi contemporanei. Il resto è storia nota)

Il più famoso ma non il miglior libro di Fitzgerald.” – Ellerslie (Se lo dice lei.)

“Non ce la posso fare, sono anni che ci provo, è troppo brutto.” – The Grand Sophy (E’ Il grande Gatsby a essere brutto, nemmeno non le è piaciuto, no no, è proprio brutto, non sia mai che è lei a non capire una mazza di letteratura. La Libreria di questa tipa poi è indicativa). 


Su L’amante di Lady Chatterley:
“Il giorno in cui qualcuno mi spiegherà il senso di questo romanzo gliene ne sarò grata” – Devocka “non brutto in sè ma per il tema. in realtà nemmeno lo stile mi fa impazzire, ma è il messaggio latente che mi ha irritata sempre di più, pagina per pagina…” – Shibbia (Il messaggio latente? E poi ammettiamolo, può pure non piacerti Il grande Gatsby, magari la storia può anche non prenderti (mah!), ma lo stile, lo stile, lo stile!) L’ho letto a sedici anni ed è stato la mia ‘educazione sentimentale’. Da allora Connie Chatterley c’est moi! – Daisy (sarà contento l’eventuale fidanzato o marito)“Mi sono fermato quando lady Chatterley non si era ancora fatto il guardiacaccia. Scrittura piuttosto approssimativa. Non so come abbia fatto a fare successo.” – Luca e basta (Ecco, Luca basta!)

Però su Vermi di Giovanna Giolla, forse uno dei libri più terribili degli ultimi 50 anni (e la gara è dura) qualcuno ha avuto il coraggio di dire:   “Ho letto questo libro in tre giorni, intensissimi. E lo terrò con me per sempre.” – Nunzio8  “Vermi, diario d’amore, ecco un libro che non lascia niente come prima.” – Massimo   

Per ora la funzione davvero imprescindibile (per me) di Anobii mi è sembrata quella di consentire l’identificazione immediata della gente infrequentabile (in fatto di libri): la rete è piccola non si sa mai capitasse di incontrarla.        

69 Commenti a “Bisogna sempre comunque far nascere il sole?”

  1. runner scrive:

    Il concetto di “stronzata” è labile e soggettivo; in campo letterario lo è ancora di più, altrimenti non si spiegherebbero le recenti polemiche su BJ, quelle meno recenti su Piperno, quelle su Baricco, etc.

    Ma il punto a mio avviso è un altro. Rileggiti i commenti incriminati su anobii: a parte alcuni errori veri e propri (il GG in America anni ‘50, p.e.), la maggior parte riguarda il vissuto soggettivo di fronte al libro commentato (il grado zero secondo Seia).
    Sono stronzate? imho sono opinioni, sono gusti, sono esperienze.
    La stronzata più grossa, ops, volevo dire: … sbaglia di più chi si accosta ad anobii pensando di trovarvi tutti critici letterari, o proietta se stesso e pensa che tutti si credano Critici.
    Non è così, chi lo pensa non ha capito nulla dei social network, che sono reti tra pari, mica consessi di esperti (peraltro l’arroganza e la presupponenza dei sedicenti “esperti” rispetto ai “non esperti” a mio avviso non è MAI giustificata).

    Infine: secondo il tuo ragionamento, anche chi rende le sue foto pubbliche su Flickr paga il diritto di espressione con eventuali lazzi e frizzi dei commentatori su manicaretti e tulipani come dire – discutibili? inguardabili?

    bionda, se capisci: stacce, e sacce stà.
    chè gli insulti te li puoi pure riportare a casina tra i tulipani.

  2. @runner, è evidente che non sai di cosa parli, perché dimostri una ignoranza che fa spavento.

    Cominciamo dalla tua affermazione sul “vissuto soggettivo”: foss’anche vero quel che dici (“sono opinioni, sono gusti, sono esperienze”: e non “stronzate”), di quando in qua la percezione che una persona ha del proprio vissuto non può contenere stronzate, o essere di per sé una stronzata? E qui mi tengo alla definizione del dizionario De Mauro, ove per “stronzata” intendesi, in via estesa, “ciò che è fatto male, che risulta brutto o insulso”. Esistono migliaia, anzi, milioni di persone che hanno una percezione del proprio vissuto (e, aggiungerei, dell’universo mondo) malfatta, brutta o insulsa. Opportuno, anzi sacrosanto è farglielo notare: visto che certi commenti su aNobii sono davvero malfatti, brutti e insulsi. E lo sono perché la percezione degli oggetti letterari che essi pretendono di valutare è, oggettivamente, falsa.

    Qualche dimostrazione, tanto per ricondurti nel mondo reale.

    Se Tizio scrive che la scrittura di D.H. Lawrence (una scrittura che è, come ben noto, fin troppo controllata) è “piuttosto approssimativa”, scrive una cosa falsa: è come se dicesse che Carver è iperbarocco, o che la scrittura di Hammett e Manchette (behavioristi) è “psicologica”. Chiunque abbia qualche nozione, pur minima, di storia della letteratura potrebbe fargli notare che si sbaglia, passaggi di Lawrence alla mano. Tu mi dirai: Tizio, questa nozione, non è tenuto a possederla. E io ti risponderò: è vero, ma allora, se scrive stronzate, chi quella nozione la possiede è ben autorizzato a farglielo notare.

    Se Tizio scrive: “non l’ho trovato né noioso né pesante, ergo concluderei che Fitzgerald è un grande autore che sa ben scrivere”, scrive una cosa falsa: non può dedurre la grandezza di un autore dal fatto che non sia noioso e/o pesante. Chiunque abbia qualche nozione, pur minima, di filosofia delle arti potrebbe rispondergli che noia e pesantezza non sono categorie estetiche. Tu mi dirai: Tizio, questa nozione, non è tenuto a possederla. E io ti risponderò: è vero, ma allora, se scrive stronzate, chi quella nozione la possiede è ben autorizzato a farglielo notare.

    Se Tizio scrive che “Il grande Gatsby” è “della lunghezza sbagliata”, scrive una cosa falsa: il libro termina quando la parabola drammaturgica del narrato si è conclusa, e questo è evidente a chiunque possegga la minima nozione di narratologia. Tu mi dirai: Tizio, questa nozione, non è tenuto a possederla. E io ti risponderò: è vero, ma allora, se scrive stronzate, chi quella nozione la possiede è ben autorizzato a farglielo notare.

    Se Tizio scrive che un libro – QUALSIASI LIBRO – è “non brutto in sè ma per il tema”, scrive una cosa falsa: la percezione estetica (che definisce le categorie di bellezza e bruttezza) è, da Aristotele in poi, formale (dunque: legata al metodo, alla rappresentazione) e non all’oggetto in sé. Non esistono temi “brutti”: anche quando, in conversazione, si dice che Tizio ha tirato fuori “un brutto argomento”, lo si dice in senso traslato, svincolato da giudizi d’ordine estetico. Perfino la merda viene regolarmente rappresentata in arte figurativa, e senza inibizioni di sorta. Che non esistano temi in sé “brutti”, dunque, è palmare a chiunque possegga la minima nozione di semiotica, o di ermeneutica del linguaggio. Tu mi dirai: Tizio, questa nozione, non è tenuto a possederla. E io ti risponderò: è vero, ma allora, se scrive stronzate, chi quella nozione la possiede è ben autorizzato a farglielo notare.

    Se Tizio scrive che per “godere appieno” di un “bellissimo ritratto” occorre appartenere all’epoca in cui è stato realizzato il ritratto, scrive una cosa falsa in quanto si autocontraddice: perché, se i valori formali sono sopravvissuti al tempo in cui l’opera fu realizzata, allora il ritratto potrà forse essere “bellissimo”; ma se i valori formali cessano di essere percepiti, significa che l’opera non è sopravvissuta al suo tempo: e non è mai stata, o ha cessato di essere, bella. Questo è evidente a chiunque possegga la minima nozione di estetica. Tu mi dirai: Tizio, questa nozione, non è tenuto a possederla. E io ti risponderò: è vero, ma allora, se scrive stronzate, chi quella nozione la possiede è ben autorizzato a farglielo notare.

    Perché la cosa che Tizio ha scritto è FALSA.

    E una cosa falsa NON E’ una percezione soggettiva che può, tutto sommato, andar bene mettere a disposizione di una comunità: è una MENZOGNA DELIBERATA, una PUTTANATA ENORME, che – se messa in circolo – danneggia la comunità stessa. Il discorso di Seia è proprio questo: che i social network come aNobii sono dannosi perché mettono in circolazione affermazioni non “squisitamente soggettive”, ma – spesso e volentieri – oggettivamente false. Io, tra l’altro, non sono neanche d’accordo con lei su questo punto (sono in aNobii, e abbastanza attivo anche); ma sulla quantità di stronzate che in aNobii si dicono, sono d’accordo sì (sarebbe oggettivamente arduo dissentire).

  3. [quanto alla supponenza dimostrata dagli addetti al lavoro critico, che tu sembri trovare insostenibile, temo faccia parte del bagaglio di caratteristiche che un buon critico deve possedere: un critico umile sarebbe come un chirurgo che ha paura del sangue, o un tenutario di bordello con la vocazione del fustigatore di costumi. L'etimologia stessa della parola "critico" implica il fatto che, chi esercita tale mestiere, debba possedere un certo senso di superiorità: tra i grandi critici letterari che mi vengono in mente, da Petrarca a Slovskij a Bloom, non me ne sovviene neanche uno che non fosse arrogantello anzichenò, e sono cose che coi tempi non cambiano: ce lo vedi tu, ad es., Francesco Petrarca a mettersi sullo stesso piano di un lettore qualsiasi perché si trova su un social network? Non scherziamo, via]

    [con questo non sto paragonando Seia e Petrarca: è evidente che Seia è molto più brava :) ))))]

  4. seia scrive:

    Runner: in osservanza a un precetto evangelico, ti perdono perché evidentemente non sai quello che dici. Sui miei tulipani, la mia cucina, le mie foto puoi dire quello che ti pare, quello che ti dicevo – e lo ribadisco perché non mi sembri una/o che coglie al volo quanto viene detto – era solo di non spacciare questi commenti per argomentazioni perché non lo sono, e soprattutto non usarli per rispondere a mie osservazioni sulle discutibili recensioni di utenti di anobii o altro: non c’entrano e non ci fai una bella figura, poi fai te di gente che si rende ridicola è pieno il mondo.
    Sui social network, la critica e cosa mi aspetto di trovare in questi forum, direi che è inutile continuare con il botta e risposta perché io gioco picche e tu mi rispondi bastoni e non sono io a usare il mazzo di carte sbagliate.
    Dunque, a bien tot. (Si fa per dire).

    Davide: non esagerare, che la cena te la preparo lo stesso :-)

  5. Giuliana scrive:

    Ragazzi, è una sofferenza vedere che i commenti a questo post sono terminati… Stava diventando meglio di una telenovela (avevo già cominciato a sostituirvi con la mezz’ora quotidiana di Sentieri cui mia madre mi ha costretta per anni!!! ;-P).
    Vi prego, non abbandonatemi così! :-( ((

  6. seia scrive:

    Giuliana: fai qualcosa te! :-)

  7. Giuliana scrive:

    Ma io sono una spettatrice. Mi sono seduta in poltrona ad assistere con il pop corn. Tra l’altro non potrei mai competere con la difesa strenua e circostanziata di Davide!!!
    Comunque, al di là della questione sui commenti (su cui sono spezzata a metà: in genere sono contraria allo sputtanamento altrui, ma il tuo mi ha costretta a piegarmi in quattro dalle risate… e a riflettere. L’unica differenza tra me e te è che il dileggio per il commento stupido di turno io non lo scrivo sul mio blog. Quindi mi chiamo fuori da ogni giudizio morale), trovo fastidioso entrare in casa altrui per insultare la padrona del blog, rea di avere scritto in un luogo di cui è responsabile ciò che pensa di una comunità che rende visibile al mondo la sua personale libreria. E’ chiaro e limpido che quando si accetta di mettere a disposizione del mondo un’opinione, ci si deve assumere anche l’onere di ricevere una critica ogni tanto.
    Se non si vogliono critiche, inutile mettersi nella condizione di riceverne.
    Esistono ancora i diari segreti con lucchetto, mi pare…

    Comunque non entro nemmeno nel merito del Grande Gatsby, che ho provato a leggere anni fa con scarsi risultati. Non era il tempo e none ra l’edizione migliore (l’unico lato positivo dei primi Newton&Compton era il prezzo…). Sto cercando di rimediare alla veneranda età di 32 anni, ma mi sto dedicando per il momento a Tenera è la notte. E credo che avanti di questo passo riuscirò a leggere entro il prossimo anno anche Il grande Gatsby. A rilento, però… I Meridiani Mondadori sono decisamente meglio dei libri Newton&Compton, ma più scomodi da portare in metropolitana o da leggere a letto prima di addormentarsi…
    Va bene questo intervento o la prossima volta comincio a tirare fuori anche io la mia mancanza di diplomazia? :D

  8. simo scrive:

    Siccome Giuliana ha espresso il desiderio di veder continuare la polemica, e siccome io ho scritto il primo commento polemico tempo fa, voglio aggiungere qualcosa.
    Premetto: non ho mai scritto su un blog, non ho mai partecipato a forum o a gruppi. Massimo rispetto per tutti, ma non mi è mai interessato. Quando ho scoperto anobii però l’idea mi è sembrata divertente ed intelligente. Ho una grande passione, che è quella di leggere, ma purtroppo non frequento nessuno che la condivide. Questo forum, o gruppo (non so neanche quale sia la parola giusta), sembrava creato apposta per me. Esistono tanti altri siti che si occupano di libri, permettono l’inserimento di commenti, calcolano le medie voto, ma nessuno aveva mai attirato il mio interesse. Il valore aggiunto di anobii è abbastanza evidente: si possono conoscere i gusti di chi commenta. Ad esempio, io che sono un fan di Fante posso scoprire altri fan di Fante che annoverano nella loro libreria molti Bukowski. Leggo i loro commenti, mi interessano, ne compro uno e scopro un nuovo autore a cui appassionarmi. Tutto qui.
    Ora, devo ammettere che le critiche da professionista su libri, film o roba del genere non mi hanno mai appassionato (e forse questo è un mio limite). Però, voi più eruditi e bravi nell’arte della parola, dovete sapere meglio di me che per arrivare alle persone non esiste un linguaggio universale, tanto meno quando si tratta di un commento di un opera letteraria. Per farmi capire meglio: chi ama Moccia (al quale va tutto il mio rispetto, (la mia era soltanto una battuta, scusate se non sono riuscito a esprimerla con l’adeguata ironia), potrebbe trovare molto più utile il commento di qualcuno che considera Il Grande Gatsby (che tra l’altro adoro anche io) datato, o addirittura palloso, piuttosto di quello che mi racconta che “il libro termina quando la parabola drammaturgica del narrato si è conclusa” (anche se “questo è evidente a chiunque possegga la minima nozione di narratologia”). Poi è chiaro che se andiamo a leggere le enciclopedie di letteratura, queste daranno più ragione al secondo. Ma è altrettanto vero che la maggior parte delle persone che comprano un libro per puro piacere fuggiranno spaventate a morte alla vista delle parole “iperbarocco” e “behavioristi.”
    Non ci trovo niente di male nello sfottere chi dice cazzate. Ma non mi piace se chi lo fa invece di farmi ridere lo fa soltanto di per mostrare la propria superiorità (questa è la sensazione che ho avuto leggendo l’articolo). Non ci trovo niente di male a sfottere anobii che, visto da un certo punto di vista, è anche una specie di luogo dove la gente si esibisce, uno youporn della letteratura. Ma non mi piace quando chi lo fa ne è membro (un membro che comunque ci tiene a sottolineare la sua superiorità. La controlibreria: io di libri ne ho letti tanti, ma non vengo certo ad elencarli tutti qui. Vi meritate solo quelli più brutti.) e riempie il suo spazio con numerosi link al suo blog.
    Il fatto è che ho capito perché leggi libri pur sapendo già in partenza che non ti piaceranno, ho capito perché non ti piace anobii. Quello che non ho capito è perché ti sei presa la briga di creare una libreria (operazione faticosa e poco divertente) e ci scrivi sopra. Il tuo atteggiamento (prendi il paragone con le molle, ti prego. Sono un uomo sensibile e sto male quando vengo preso a parolacce) è molto simile a quella tipologia di ragazze che si strusciano agli uomini, li fanno arrapare, ma non si sognano neppure di dargliela. E poi raccontano alle amiche per quale motivo li trovano brutti ed imbranati. (I giovani usano una parola per definire tali ragazze ma è troppo brutta. Forse ai tempi di Aristotele ne utilizzavano di più carine, ma purtroppo non ho studiato Aristotele.
    Ripeto, non conosco bene i blog, internet e come la gente si comporta in questi mondi. Magari è lecito, e qui fanno tutti così.
    Però non credo di aver sbagliato poi tanto a tirare fuori la parola ignorante (dal dizionario Demauro Paravia : colloq., maleducato, villano)

    P.s.
    In un primo momento mi sono stupito della piaggeria con cui scrivevano altri membri di anobii. Poi, leggendo meglio il tuo blog ho capito. Sei addirittura giudice in concorso. Che forse questi tizi hanno aspirazioni letterarie? Boh, il mio massimo rischio è che tu metta qualche pollice verso ai miei commenti su anobii.
    P.p.s
    Per me è faticoso seguire la discussione. Ed è ancora più faticoso scrivere le risposte. Quindi vi lascio l’ultima parola. La mia carriera di blogger è finita qui.

  9. seia scrive:

    simo: guarda il resto non m’interessa perché si commenta da sè (peraltro che io fossi giudice in un concorso si è saputo solo ieri, ma la malafede di chi non ha argomenti è direttamente proporzionale alla sua arroganza, si sa), ti rispondo solo sulla tua affermazione “chi ama Moccia (…) potrebbe trovare molto più utile il commento di qualcuno che considera Il Grande Gatsby (che tra l’altro adoro anche io) datato, o addirittura palloso, piuttosto di quello che mi racconta che “il libro termina quando la parabola drammaturgica del narrato si è conclusa””: che presa di posizione sarebbe la tua?
    Uno che ama Moccia e forse potrebbe trarre qualche vantaggio a leggere Gatsby, in nessun modo può trovar utile il commento di uno che definisce il libro datato o palloso, perché così non se lo legge. Non mi pare si debba essere scienziati per capirlo. Certo poi uno è libero di farsi consigliare o sconsigliare i libri da chi gli pare, così come io sono libera di sfottere un po’ chi esprime giudizi campati in aria, anche se fosse solo perché ho del tempo da perdere e non mi va di cercare modi migliori per impegarlo.
    Pari a patta. Anzi no, hai perso te, la buona occasione per tacere :-)

  10. Giuliana scrive:

    Non credo che un blog in cui leggo generalmente commenti di persone che evidentemente si conoscono possa raccontare alcunché a una persona che non lo frequenta spesso. Immagino che Simo non stesse parlano con me quando ha nominato la piaggeria, ma poichè mi ha citato mi prendo la briga di rispondere…
    Il blog esiste da prima che Seia parlasse del concorso… Io l’ho scoperto incavolandomi un po’ con un suo commento su Carver, e sono così incavolata che è il primo blog che apro tutti i giorni… facendomi un sacco di risate. Sono quasi sempre in disaccordo con ciò che scrive Seia sui libri, anche perché guardando la mia libreria su aNobii si può capire che sputa quasi sempre sui miei autori preferiti.
    Ma non posso onestamente negare che lo faccia con cognizione di causa. Anzi, mi diverte e trovo utile la sua controlibreria molto più della mia. Se non altro i suoi consigli permettono di risparmiare soldi e tempo per leggere libri che magari mi attirano solo per la copertina!!! :D
    Quindi non è per piaggeria (non parteciperò al concorso dove sarà in giuria… La dimensione racconto mi è ostica. Preferisco il romanzo o al limite i soggetti e le sceneggiature cinematografiche, quando decido di partecipare a concorsi…) che mi permetto di scrivere che il suo commento non ha niente di scandaloso o di fastidioso per chicchessia. Fa parte dei rischi in cui può incorrere chi vuole per forza mettere a disposizione del mondo il suo pensiero.
    Punto e basta (mi perdonino Simo e Seia, ma passavo di qua, non avevo niente da fare e mi sono permessa di rispondere…

  11. giuse alemanno scrive:

    se a trentadue anni ci si sente venerande.
    cosa dovrei dir io, di tredici più grande?
    spero, giuliana, che queste righe ti caramellino i pensieri
    immalinconiti, noto, dall’astinenza da ’sentieri’.

    ‘vi prego, non abbandonatemi così’

    l’ultima donna che a me si rivolse in tal guisa
    mi fece scappar veloce verso una divisa;
    e se accertar vorreste di tal vicenda vera
    chiedere dovreste alla legion straniera.

    ‘è una sofferenza vedere che i commenti a questo post sono terminati’

    finiti non son, giammai!
    continuerem, con i di seia lai.
    ma se vorrà la castellana di questo blog ambito
    continueremo ’sti post pure all’infinito.

    (che tocca fare per salvare il sorriso di una donna traviata dalla madre che la costringeva a vedere ’sentieri’ alla tv…)

    affettuosità

    g.

  12. seia scrive:

    giuliana: sono certa che simo non si riferisse a te, a dire la verità non so a chi si riferisse, ma forse non sa che davide è il mio fidanzato e che se non mi difendesse dai cattivi commentatori si ritroverebbe single :-)
    Poi davvero la mia controlibreria è puro divertimento, ci sono libri che trovo pessimi e di cui non ho tempo di scrivere e allora mi piace metterli lì per esprimere dissenso :-) e come ho detto più volte, spesso quello che m’irrita o non mi piace, mi attrae irresistibilmente.
    Per esempio su Carver, io non voglio aver ragione, ma pretendo che chi si confronta con me su questo autore mi porti argomenti, non giudizi soggettivi o emozioni, perchè di gusti non serve parlare, ognuno c’ha i suoi e io li rispetto, la critica è un’altra cosa però e chi non capisce questa cosa, chi non si rende conto che una critica a uno scrittore che si ama non è un attacco personale a cui rispondere con l’artiglieria ha qualche problema da risolvere. Io e Davide per esempio siamo in disaccordo su molti autori, proprio agli antipodi a volte, ma ci sposiamo lo stesso :-)

    Su anobii non si fa critica, d’accordo, anche se certi giudizi sono francamente supponenti senza cognizione di causa, ma si scrivono tante stronzate e mi divertiva sottolinearle, poi non mi pare di aver insultato qualcuno e prendere un commento PUBBLICO e evidenziarlo non mi sembra nemmeno una gogna mediatica. Rilassiamoci.

    In realtà il problema è questo: ci si prende tutti maledettamente sul serio e soprattutto in rete, la possibilità di aprire un blog o un sito, consente a tutti di sentirsi “autori” – e nessuno è più permaloso di un “autore” – ci si sente caricati da un’autorevolezza che non si è conquistata sul campo ma a forza i ingressi del contatore o di commenti chioccianti. Questo vale anche per chi il blog non ce l’ha: il fatto di non averlo anzi acuisce il senso di indipendenza intellettuale, spinge a sentirsi super partes, come se ci fossero davvero delle parti da prendere.
    Hai scritto una puttanata? Non ho di meglio da fare e te lo faccio notare, poi magari posso anche trovare deleterio che tutti ci si improvvisi critici, scrittori, giornalisti ma non è quello che conta, ciò che conta è che s’invochi il reato di lesa maestà se critichi il lettore medio: lui che non ha interessi in gioco, lui che non prende soldi per dire le sue stronzate sui libri, lui che non ha amici scrittori, lui che non sa quello che dice ma deve dirlo e nessuno lo può corregere, contraddire, sfottere un po’. E poi se tu, arrogante, snob, maleducata, lo critichi lo stesso, ti becchi decine di anonimi che non hanno problemi a darti della snob, maleducata, arrogante o a criticare i tuoi tulipani senza rispondere sul merito, senza argomentare, perché così come non sanno parlare di libri e manco li sanno leggere, allo stesso modo non sanno condurre una discussione civile e costruttiva.
    Per questo io direi che sarebbe meglio per loro, chiudere i libri, spegnere i pc e imbracciare una vanga (ma mica perché il lavoro della coltivazione del terreno o della cura dell’orto sia una cosa di poco conto, ma solo perché l’esercizio fisico fa arrivare sangue al cervello e magari aiuta).

    giuse: dovresti dedicarti ai versi :-) E comunque dovresti provare a salvare pure mia madre da Sentieri!

  13. giuse alemanno scrive:

    pure tua madre?!?!

    una alla volta, una a l l a v o l t a, u n a a l l a v o l t a,
    per catitààààààààà!!!!!!!

    tengo un’età, un pò di calmezza per favore.

    per seia: perchè se da pieno c’è pienezza, da dolce c’è dolcezza, da piano NON c’è pianezza? da calma NON c’è calmezza? ecc.
    son mesi che me lo domando…

    affettuosità

    g.

  14. seia scrive:

    giuse: non lo so, ma a me calmezza mi piace parecchio, per cui se vuoi iniziare una campagna per farlo inserire nel vocabolario, io ci sto! Picchettiamo l’Accademia della Crusca o facciamo un sitting sotto casa del signor Devoto-Oli!

  15. Ted scrive:

    Ummama, quando attaccate qui non finite mai, eccheccazz. SEIA, AMMETTILO AL MONDO: SEI STRONZA, MOSTRO E PRESUNTUOSA, FAI OUTING!

    @davide ellepuntata malesi: “un critico umile sarebbe come un chirurgo che ha paura del sangue”. Io conosco uno che appartiene alla seconda categoria. Pensa che una volta ha vomitato nel torace di un tipo, per paura del sangue.
    Ah, ma ho notato che quando c’è una polemica ti piace proprio citare il De Mauro Paravia (magari punto ittì).

  16. giuse alemanno scrive:

    bene, allora è deciso:

    si raccolgono adesioni per inserire ‘calmezza’ nei vocabolari.

    avanti popolo.

    g.

  17. Giuliana scrive:

    @Seia: la mia difesa alla tua contro-libreria e al tuo post è infatti una difesa del mio diritto a divertirmi mentre lo leggo! :D

    Da quando ho un’ADSL e passo un po’ del mio tempo libero (e pure di quello da usare per faccende più impegnative, ma il cazzeggio è sempre in agguato…) in rete ho trovato un mondo che mi era estraneo. Soprattutto ho scoperto che è pericoloso usare a casa propria ironia e sarcasmo senza specificare all’inizio dei post ‘ragazzi, tutto ciò che state leggendo vale per i prossimi 5 minuti, domani me ne sarò già dimenticata’. Pare che ci sia sempre e comunque qualcuno pronto ad offendersi se tu non sei fatto a sua immagine e somiglianza… Eccheppalle.
    Quindi meno male che qualcuno tiene una contro-libreria e scrive qualcosa di politicamente scorretto, anche su Carver, e persino sulla Trilogia della città di K., perché no? Tanto per citare qualcun altro invece di quel poveraccio ormai defunto… :D

    @Giuse: la maledizione di Sentieri ha colpito persone insospettabili… Pensa che mio padre quando è andato in pensione ha cominciato a vederselo, dopo averlo definito ‘l’anticamera del manicomio’ per anni. Mi rendo conto che si tratta di un chiaro caso di demenza senile, ma ti consiglio di meditarci sopra!!! :D

  18. Giuliana scrive:

    Su calmezza… Rifletterò.

  19. syl scrive:

    certo che lo leggo il Grande Gatsby, è nella mia lista desideri (non anobiiana ma vera) da molto tempo…
    e probabilmente rileggerò anche Lady Chatterley: c’è qualcosa che mi da fastidio nel tono anche se mi rendo conto che potrebbe essere visto come “protofemminista”, ma voglio esserne sicura. :)

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