Proletario con brio

Dopo gli stravaganti personaggi che ruotano intorno al mondo delle corse ippiche e le notti on the road di un’orchestra di liscio, Alberto Ragni torna a raccontare vite ordinarie di gente a suo modo fuori dall’ordinario, e stavolta è la fabbrica il proscenio dal quale lo scrittore romagnolo fa sentire di nuovo la sua voce.

Cera per le sirene – è il titolo di questo secondo romanzo uscito per la casa editrice “Scritturapura” di Asti – ruota intorno alle vicende di un gruppo di operai che lavorano in un vecchio zuccherificio a rischio di chiusura, e sono proprio le dinamiche interne alla vita di fabbrica, con i suoi ritmi scandita dai turni e dalle sirene che suonano i momenti di pausa, e ai rapporti tra i lavoratori, a guidare il lettore nella storia e ad aiutarlo ad addentrarsi nella gerarchia e nei riti di un mondo che, pur scevro di componenti idilliache, è narrato da Ragni in un tono in bilico tra l’ironia e l’elegia, con sguardo disincantato e allo stesso tempo affettuoso, “proletario con brio” definisce il suo stile il suo autore, con una felice intuizione.

I personaggi di questa storia – il giovane Corrado, il veterano Cap, il Prete, Manaresi, Germano – sono tutti operai di uno zuccherificio in cui vivono gran parte della loro vita e intorno al quale gira tutta la loro esistenza, tra turni di notte, partite a carte, litigi e prese in giro. E quando comincia a circolare la voce di un’imminente chiusura è l’ansia e l’incertezza a dominare i loro pensieri.

Tuttavia, Cera per le sirene prende in un certo senso le distanze da tanta letteratura operaia del passato – si pensi a La dismissione di Ermanno Rea – dove la fabbrica sembra l’unico mondo possibile e la sua fine eventuale prende i toni dell’apocalisse, così come è lontano dai toni patetici di molta letteratura del precariato di oggi. Il contesto narrato da Ragni ha sfumature ben più domestiche e intenzioni puramente narrative: durante un turno di notte, probabilmente l’ultimo, si cucina la trippa e si bevono parecchie bottiglie di vino e tutti, col piatto in mano, non sanno bene cosa ne sarà di loro quando la sirena suonerà la fine del turno, come “color che son sospesi” e tra le pagine del romanzo non si offrono soluzioni, né si innalzano lamentele sociali o nascoste analisi economiche, viene raccontata una storia e questo basta.

Si può dire che Cera per le sirene sia uno di quei romanzi che racconta la transizione tra un passato che si conosce bene, e un futuro che è difficile immaginarsi, e che la narrazione alla fine s’inoltri lungo il sentiero scivoloso del dubbio. Tant’è che  Corrado non è nemmeno sicuro di volersi trovare un altro lavoro come quello che sta per perdere.

E che il dubbio, l’incertezza, la sfumatura siano le condizioni esistenziali in cui Alberto Ragni si sa muovere assai bene lo dimostrano anche i toni e le ambiguità del rapporto affettivo che Corrado ha con sua sorella, Linda. Si tratta di un legame per certi versi di tipo coniugale – i due vivono assieme da quando i genitori si sono separati -, e quindi di un rapporto che, essendo i due fratello e sorella, si potrebbe definire morboso, lei addirittura a un certo punto lo bacia anche sulle labbra e lui non disdegna di guardarle, a più riprese, il sedere ed è perfettamente consapevole e anche orgoglioso della bellezza della ragazza. Ma, a guardarlo bene, è anche un rapporto così sincero da apparire candido.

E proprio in questa volontà di restare “in bilico” tra la diversa natura dei sentimenti, e dei mondi possibili, c’è forse l’essenza più autentica della letteratura di Alberto Ragni, che dall’esordio con Giorni felici (Fernandel, 2001) a oggi sembra aver preso il gusto di disegnare scenari non con la punta fine ma con l’acquerello, cosicché il presente risulti incerto e l’avvenire appena sbozzato.

Dal Corriere Nazionale di oggi

4 Commenti a “Proletario con brio”

  1. Giuliana scrive:

    Mi hai convinta. L’ho comprato durante una spedizione punitiva in libreria (e stavolta nemmeno l’ombra di un piazzista!).

  2. seia scrive:

    sono contenta! fammi sapere. te credo che non hai trovato nessuno, il tipo si sarà ammazzato dopo averti letta :-)
    del che io non mi spiaccio eh

  3. and scrive:

    Da comprare assolutamente…!
    and

    occhio alla posta;)

  4. seia scrive:

    and!!!! ho appena visto, sei stato un tesoro!

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