Di libri, d’amore e di morte

Leggo poca narrativa ultimamente, mi affatica e mi annoia un po’. Sarà che sono giorni interessanti (cit.), mesi ormai, e non ho voglia di storie e di intrecci perché mi bastano gli infiniti arabeschi che fa la mia vita e già seguire quelli mi da il mal di testa. Così capita che leggo solo saggi e pamphlet, testi di critica letteraria, libri di attualità e politica e mi sento più coinvolta nelle cose di questo mondo di quanto non lo sia mai stata in passato, quando inseguivo cavalieri, principesse e draghi. Però prima almeno mi risparmiavo un po’ di nausea e di bile soprattutto per questo nostro paese governato da una manica di cialtroni (e a questo proposito consiglio l’acutissimo L’italia sul filo del rasoio dello storico. La democrazia nel paese di Berlusconi dello storico e politologo francesce Marc Lazar, edito da Rizzoli).

 

L’ultimissima lettura non narrativa in particolare mi è piaciuta molto, peraltro è un fresco acquisto (ieri all’ora di pranzo alla libreria Arion del centro commerciale Euroma2, per i precisi e i ficcanaso):  Non sperate di liberarvi dei libri, pubblicato da Bompiani, che è la trasposizione su carta di una conversazione sul futuro (e il passato) dei libri, tra Jean-Claude Carrière e Umberto Eco, a cura di Jean-Philippe de Tonnac e con la traduzione di Anna Maria Lorusso (la conversazione si è svolta a Parigi).

 

A parte condividere quasi del tutto l’analisi di Umberto Eco – “Il libro è come il cucchiaio, il martello, la ruota, le forbici. Una volta che li hai inventati, non puoi fare di meglio” – e aver goduto delle decine di aneddoti che i due hanno tirato fuori dai monaci cistercensi all’ebook, dagli incunaboli a Internet, è l’ultimo capitolo ad avermi particolarmente appassionato.

 

In pratica Eco e Carrière sono grandi collezionisti di libri e de Tonnac gli chiede cosa succederà ai loro libri dopo la loro morte. E io che facilmente m’impressiono, ho cominciato a pensare al destino dei miei libri, che sono meno di quelli dei due intellettuali, almeno fino ad ora, e di preziosi quasi non ne ho, però è comunque una biblioteca non indifferente, non contando anche i libri di Davide, con i quali arriviamo a un totale di circa 3500 libri.

 

Davide sostiene che i nostri libri finiranno ai nostri figli, dando per scontato che ameranno i libri come noi, però io credo che la genetica sia una scienza esatta ma che la natura a volte si sbizzarrisca, per non parlare poi delle influenze ambientali sul carattere e gli interessi delle persone, e non mi pare quindi così scontato generare dei bibliofili. Quindi mi sono posta il problema – sebbene io sia preoccupata più per la sorte della mia collezione di cd, dvd, giornali, ritagli, foto dei Take That che per quella dei miei libri – è ho deciso che stilerò il mio testamento libresco.

 

Se qualcuno volesse avanzare qualche pretesa me lo faccia sapere per tempo e la sua richiesta verrà presa in considerazione.

7 Commenti a “Di libri, d’amore e di morte”

  1. Giuliana scrive:

    Se la genetica è una scelta esatta e la natura riserva sorprese, è anche vero che c’è un tempo per ogni cosa, e non è detto che i tuoi figli non nascano con una repulsione per i libri ma con il tempo nond eicdano da soli che leggere potrebbe anche non fare male.
    Quindi l’eredità dovrebbe toccare a loro a prescindere.
    Detto ciò… Nel caso in cui volessero sbarazzarsi dell’eredità seguendo i desideri della mamma, si può avere una lista completa dei volumi? :D

  2. Giuliana scrive:

    Adoro i refusi… la parola incomprensibile era ‘decidano’

  3. davide l. malesi scrive:

    Tu, donna, giù le mani dalla mia biblioteca ;)

  4. seia scrive:

    Giuliana: tocca a loro se se la meritano :-) Intanto faccio una bozza di testamento. Ti farò avere la lista dei libri, certo i casi della vita non si sanno mai, ma mi pare che noi due si sia coetanee eh … ;)

    Davide: la mia parte è la mia parte, gli accordi prematrimoniali non prevedono la comunione dei beni libreschi!

  5. Giuliana scrive:

    Come siete belli…
    :D :D:D

  6. Ferrigno scrive:

    Mi fa piacere vedere due tuoi nuovi post, l’ultimo mi aveva fatto temere la chiusura ;)

    Che ne sarà dei vostri libri? Spazzatura. Anche se i vostri figli dovessero amarli alla follia. Gli sbiancanti al cloro hanno gia reso brune le pagine dei libri dei miei genitori e stanno velocemente polverizzando i libri dei miei nonni, che risalgono agli anni ‘50-’60, mica al secolo scorso.

    E dopo questa triste considerazione (sopratutto per un feticista del libro come me), un allegro saluto a tutti voi :D

  7. seia scrive:

    Ammazza che tristezza m’hai messo. A ’sto punto li brucio io mo’, piuttosto che lasciarli allo strazio del tempo! :-)

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